Menu


"Knowledge is power."  Francis Bacondivisorio"Always forgive your enemies - nothing annoys them so much."  Oscar Wildedivisorio"Life is a tragedy when seen in close-up, but a comedy in long-shot." Charlie Chaplindivisorio"If you want a happy ending, that depends, of course, on where you stop your story." Orson Wellesdivisorio"Life is divided into the horrible and the miserable."  Woody Allendivisorio"Cela vieillit, tu sais, d'être une jolie fille sans un sou." Jean Anouilh divisorio"Hell is empty and all the devils are here."  William Shakespearedivisorio"Acting is a nice childish profession - pretending you're someone else and, at the same time, selling yourself."  Katharine Hepburndivisorio"If you don't know where you are going, any road will get you there." Lewis Carrolldivisorio"I'll always be there because I'm a skilled professional actor. Whether or not I've any talent is beside the point." Michael Cainedivisorio"The nicest thing for me is sleep, then at least I can dream." Marilyn Monroedivisorio"La meilleure crème de beauté, c'est la bonne conscience." Arlettydivisorio

Dream Land

Scritto, diretto e prodotto dal regista e architetto (molto architetto) americano Steve Chen (Chicago 1981), “Dreamland” è, però, un film cambogiano in tutto è per tutto. Ed è una vera e propria rivelazione per chi fosse rimasto legato alle immagini di quella Cambogia più volte rappresentata dal cinema, quella della dittatura comunista del regime dei Khmer Rossi dopo l'evacuazione statunitense del 1975, la Cambogia di “Urla del silenzio” , tanto per capirci. La Phnom Penh che conoscevamo non esiste più.

La storia d’amore privata tre Da, giovane e melanconica agente immobiliare, e Kun, fotografo “distratto” dalle grazie femminili, s’intreccia con quella di un Paese impegnato a ricostruirsi, o meglio a costruire. E a cercare di dimenticare.

Se da un lato Da cerca di dimenticare la sofferenza che le procurano le fotografie scattate da Kun alle bellissime modelle, la città cerca di rimuovere gli anni in cui, dopo la caduta di Pol Pot nel 1979, la gente per fame cannibalizzò ogni tipo di edificio, come il palazzo reale di Kep, per rivendersi rame, tegole, persino porte e finestre.

Oggi Phnom Penh è un cantiere in pieno fermento. Il progetto CamKo City (“Cam- bogia e Ko-rea”) prevede la costruzione di un enorme e modernissimo quartiere residenziale a circa 3 Km. dal centro di Phnom Penh, in parte già completato. E qui Chen ci offre una panoramica davvero interessante della trasformazione.