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Il vizio dell'arte

millefoglieraccontato da Valerio  Millefoglie
 
di
Alan Bennett
 
con
Ferdinando Bruni,
Elio De Capitani,
Ida Marinelli,
Umberto Petranca,
Alessandro Bruni Ocaña,
Michele Radice,
Vincenzo Zampa,
Matteo de Mojana

uno spettacolo di
Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

traduzione di
Ferdinando Bruni

 

SOLD OUT DI UN UNICO SPETTATORE

 

Un uomo entra in una sala piena ed è l’unico spettatore. Un ragazzo sul palco dà gli ultimi ritocchi agli oggetti di scena: sposta una tazza nell’angolo cucina, controlla uno spartito poggiato su un pianoforte, solleva un cuscino da una poltrona, fa cenno a qualcuno. Oppure sta fingendo di fare tutte queste cose perché lo spettacolo che comincerà, o magari è già cominciato, è “Il vizio dell’arte” del drammaturgo inglese Alan Bennett. La pièce racconta le prove della compagnia del National Theatre che mette in scena l’incontro, dopo venti anni di lontananza, fra il poeta Wystan Hugh Auden e il compositore Benjamin Britten.

L’unico spettatore si guarda intorno e si chiede se non ci sia qualche altro spettatore. Una signora prende posto fra le prime file e dice alle amiche: “Sono stata al mare nel week-end, ho preso del sole, era meraviglioso. Adesso sarà diventato brutto”, e nel tempo di quest’ultima frase una città delle vacanze si spopola e accoglie l’inverno. Vicino a lei un giovane uomo parla sottovoce con se stesso, è indeciso su dove sedersi e in modo un po’ imbarazzato fa spazio a chi deve passare, aspetta qualcuno che non arriva. È questa la sua parte.

 

Una voce femminile dice, “Aspetto mio nipote e la fidanzata che sono tonti”. Qualche istante dopo fa il suo ingresso la coppia e l’unico spettatore cerca di capire se sono davvero tonti o se fingono di essere tonti per esigenze di copione. “Ma voi domenica ci siete?”, incalza la signora dell’inverno alle amiche.