vita agli arresti di Aung San Suu Kyi
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raccontato da Maddalena Peluso
Marco Martinelli
Ermanna Montanari
Roberto Magnani
Alice Protto
Massimiliano Rassu
regia
Marco Martinelli
ideazione
Marco Martinelli
Ermanna Montanari
scene e costumi
Ermanna Montanari
Un vero intellettuale? Paga con la vita. E non pensa al conto in banca.
Non è affatto distante la Birmania per il Teatro delle Albe e non può esserlo quella “rivoluzione spirituale” che ci riguarda tutti. Perché non c’è nulla di peggio che “un paese senza vergogna: è questa la vergogna più grande, la chiave di tutto, la prova che siamo ancora esseri umani”.
Prosegue con “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi”, ideazione di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, l’indagine che negli ultimi anni il Teatro delle Albe sta facendo su personaggi extraordinari ed emblematici della nostra società contemporanea.
Dopo uno splendido lavoro su Marco Pantani, elevato a simbolo di questa nostra Italietta allo sbando, il grande ciclista pirata finito “in mezzo ai carabinieri come Pinocchio”, eroe di una tragedia romagnola livida e sanguigna, lo sguardo va dall’altra parte del mondo, e si va misurato e freddo, per raccontare la storia di Aung San Suu Kyi, parlamentare birmana tenuta prigioniera dal regime militare fino al 2010 perché leader del movimento non-violento , icona della democrazia, premio Nobel per la Pace nel 1991, nel 2012 al centro del film The Lady di Luc Besson.
L’idea di lavorarci è nata in volo, sorvolando l’Atlantico: su una rivista in aereo Martinelli ha visto il volto sorridente di Suu Kye e ha chiesto ad Ermanna, sua compagna anche nella vita: non ti assomiglia?
Non è affatto distante la Birmania per il Teatro delle Albe e non può esserlo quella “rivoluzione spirituale” che ci riguarda tutti. Perché non c’è nulla di peggio che “un paese senza vergogna: è questa la vergogna più grande, la chiave di tutto, la prova che siamo ancora esseri umani”.
Prosegue con “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi”, ideazione di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, l’indagine che negli ultimi anni il Teatro delle Albe sta facendo su personaggi extraordinari ed emblematici della nostra società contemporanea.
Dopo uno splendido lavoro su Marco Pantani, elevato a simbolo di questa nostra Italietta allo sbando, il grande ciclista pirata finito “in mezzo ai carabinieri come Pinocchio”, eroe di una tragedia romagnola livida e sanguigna, lo sguardo va dall’altra parte del mondo, e si va misurato e freddo, per raccontare la storia di Aung San Suu Kyi, parlamentare birmana tenuta prigioniera dal regime militare fino al 2010 perché leader del movimento non-violento , icona della democrazia, premio Nobel per la Pace nel 1991, nel 2012 al centro del film The Lady di Luc Besson.
L’idea di lavorarci è nata in volo, sorvolando l’Atlantico: su una rivista in aereo Martinelli ha visto il volto sorridente di Suu Kye e ha chiesto ad Ermanna, sua compagna anche nella vita: non ti assomiglia?













