Daniel Pennac drammaturgo per caso e per (e)vocazione
Il sesto continente è un immenso agglomerato di spazzatura che naviga indisturbato nell’Oceano Pacifico. Si stima abbia un diametro vicino ai 2500 Kilometri per 30 metri di profondità e oltre 4 milioni di tonnellate di detriti. Scoperto per caso nel 1997 dal velista Charles Moore al largo delle Hawaii, il “Pacific trash vortex” è la più grande discarica a cielo aperto del pianeta. Una Atlantide allarmante, compattata da una particolare corrente oceanica a spirale che risucchia rifiuti alla deriva e li concentra nel vortice.
È questo “il 6° continente”, da cui nascono le suggestioni dello spettacolo che Daniel Pennac e la troupe cosmopolita guidata dalla regista Lilo Baur stanno costruendo, a cavallo tra il lavoro parigino al Théâtre des Bouffes du Nord – dove lo spettacolo debutterà il 16 ottobre per poi essere rappresentato in Italia il 14 novembre ospite della Fondazione Teatro Stabile di Torino – e la residenza teatrale al Centro Culturale Il Funaro di Pistoia. A giugno e a settembre la compagnia si è infatti trasferita nella città toscana, e tra work in progress drammaturgico, incontri pubblici e improvvisazioni a tema, ha portato avanti il lavoro di questa particolarissima creazione, sotto l’ala protettiva delle “signore” del Funaro (Antonella Carrara, Lisa Cantini, Mirella Corso, Francesca Giaconi) e lo sguardo complice di Andres Neumann, già produttore di Kantor, Brook e Bausch.
È proprio al Funaro che incontro Daniel Pennac. A lui sono legato da un lungo rapporto di collaborazione. Con il Teatro dell’Archivolto a Genova abbiamo realizzato una serie di spettacoli tratti dai suoi testi, a cominciare da Monsieur Malussène con Claudio Bisio nel 1997, passando da La lunga notte del Dottor Galvan con Neri Marcorè nel 2005, sino al recente Diario di un somaro (2011) interpretato da Giorgio Scaramuzzino.





