Daniel Pennac drammaturgo per caso e per (e)vocazione
Veniamo al motivo principale della tua presenza al Funaro di Pistoia: la creazione dello spettacolo Il 6° continente.
Sì. Con un’equipe di attori talentati e di nazionalità diverse: c’è un greco, un portoghese, un polacco, un catalano, un inglese, una vietnamita e c’è Lilo Baur, la regista, che è svizzera tedesca.
È Lilo ad aver scelto gli attori?
Insieme a Clara Bauer, altra anima del progetto, che peraltro è argentina. Si tratta di una specie di spettacolo planetario, e ci si capisce parlando una lingua che non assomiglia più a nulla… Lilo, pensa, parla 5 o 6 lingue, ma può esprimersi anche unicamente a gesti. Io ho un ruolo modesto in tutto ciò. Sono una specie di librettista, come nell’Opera. Tutto parte dalle improvvisazioni a tema che Lilo propone.
Il sesto continente: verità o leggenda?
Verità. C’è, da qualche parte nell’Oceano Pacifico un’isola di rifiuti che galleggia sull’acqua, grande come un pezzo d’Europa! In realtà quando ho incontrato Lilo, lei mi ha detto: «voglio fare uno spettacolo sul sapone!». Siamo partiti da lì. Poi siamo arrivati a occuparci del contrasto sporco/pulito, infine abbiamo incrociato la storia del sesto continente.





